ATM: 50 anni e non sentirli!

“Sa se c’è  un bancomat qua nei dintorni?“ è la tipica domanda che  pongono coloro che sono alla ricerca di uno sportello per ritirare dei soldi.  Tuttavia forse non tutti sanno che il nome corretto di quello sportello, che il 27 giugno scorso ha compiuto 50 anni,  è in realtà  ATM: acronimo inglese che significa Automated Teller Machine ovvero Macchina Distributrice Automatica ed indica appunto lo Sportello Automatico che permette di effettuare operazioni di prelievo, pagamento e versamento, in maniera del tutto autonoma e senza bisogno di recarsi presso la filiale della propria Banca.

L’ATM ha mutuato nel tempo impropriamente l’appellativo di “sportello bancomat” in considerazione della grande diffusione del circuito BANCOMAT® con il quale è possibile prelevare in totale sicurezza sul territorio italiano e il cui marchio si trova sulla gran parte dei terminali presenti nel nostro Paese.

Secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia nella Relazione annuale 2017, erano 49.285 gli ATM (banche più Bancoposta) presenti al 31/12/2016 e considerando il crescente utilizzo dei canali digitali (internet e mobile), viene spontaneo chiedersi quale sarà la sorte degli sportelli ATM nel prossimo futuro.
Nonostante l’ascesa del digitale il loro ruolo  rimarrà comunque importante all’interno della strategia distributiva attuata dalle banche che sta portando da un lato, alla drastica riduzione delle filiali tradizionali, come conseguenza in parte delle fusioni tra gli istituti bancari e in parte dei piani di razionalizzazione e, dall’altro, all’aumento delle aree self service.

I servizi erogati dai terminali ATM

Anche grazie all’ installazione di terminali ATM di nuova generazione, continuano ad aumentare i servizi resi disponibili ad una clientela che è sempre più alla ricerca di autonomia, flessibilità ed innovazione: dai classici servizi informativi e prelievo di una volta si è passati a servizi dispositivi diversi che vanno dal pagamento di utenze alle ricariche, dal bonifico al deposito di contanti e assegni.
E i progressi sono molteplici, su più fronti. Dal punto di vista dell’hardware, con dispositivi capaci di accettare depositi massivi anche misti, che consentono di erogare il giusto mix di tagli tra banconote o moneta durante un prelievo o di accettare sia banconote che monete per effettuare il pagamento in contanti di un F24. Dal punto di vista del software, invece, ci sono applicazioni che permettono al cliente di iniziare un’operazione sul proprio PC o dallo smartphone e di concluderla poi sullo sportello ATM, recuperando la transazione sospesa e i propri dati in qualsiasi momento, interrogando una base dati sempre aggiornata e condivisa tra tutti i canali della banca.

Inoltre gli istituti bancari stanno investendo negli ultimi anni anche su soluzioni hi tech che coniugano la velocità degli ATM con il contatto con il cliente che contraddistingue la filiale tradizionale: si tratta di sportelli video assistiti, aperti 24h su 24h, dove il cliente può non solo ricevere assistenza e consulenza bancaria, ma effettuare tutte le operazioni grazie al supporto di un Remote Banker sempre disponibile.

La centralità che gli sportelli ATM hanno conquistato nell’attuale modello di business delle banche rende necessaria la collaborazione con società altamente specializzate in grado di supportare il processo di trasformazione ed efficientamento della rete di filiali. Particolarmente importante è anche la gestione completa dello sportello automatico proprio per il suo ruolo di interfaccia tra il mondo digitale e quello fisico che lo rende un canale privilegiato dove costruire e alimentare la relazione con il cliente

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