Monetica in Italia: il futuro è il pagamento online

Addio contante, la moneta elettronica accelera lo sviluppo del Paese

 Il 2017 potrebbe essere l’anno del decollo definitivo per i pagamenti digitali in Italia. Un segnale importante è arrivato dal recente sbarco di Apple Pay, il sistema che consentirà, sfruttando la tecnologia NFC, di pagare nei negozi semplicemente accostando l’iPhone ad un Pos contactless e confermando poi la transazione con l’impronta del proprio dito grazie al dispositivo iTouch presente sullo smartphone.
Riuscirà il fascino della Mela a vincere il tradizionale attaccamento al contante degli italiani ? Dobbiamo sperarlo, perché nell’attuale contesto economico globale lo sviluppo passa necessariamente per la diffusione dei digital payments. L’esempio più evidente è quello dell’e-commerce, locomotiva della crescita mondiale: nel 2016 sono stati, infatti, acquistati nel mondo beni e servizi online per circa 2.600 miliardi di euro, con una crescita del 17% rispetto al 2015 e i consumatori che fanno shopping su internet hanno raggiunto ormai la quota di 1,4 miliardi. Il mercato e-commerce italiano sembra seguire i trend mondiali considerando che arriverà a toccare quota 23,1 miliardi di euro a fine 2017, con un aumento del 16% sull’anno passato sempre secondo i dati elaborati dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano.

La conferma che la moneta elettronica, seppur lentamente, sta facendo breccia nelle abitudini degli italiani si ha leggendo anche i risultati dell’edizione 2017 dell’Osservatorio Mobile Commerce & Payment del Politecnico di Milano. Infatti, nel 2016 c’è stato un balzo record dei pagamenti digitali nel loro complesso, che hanno raggiunto i 190 miliardi di euro transati (+46% sull’anno precedente) pari al 24% dei consumi.

Dunque, in uno scenario multicanale e multi device, dove ormai si possono effettuare pagamenti o acquisti di beni e servizi sempre e ovunque, la vera competizione si gioca sicuramente sulla capacità di innovazione, ma anche su quella di proporre soluzioni che possano garantire una user experience soddisfacente sotto il profilo della semplicità e della sicurezza.

È questo il campo di gioco su cui si stanno sfidando molteplici attori, attratti dalle grandi potenzialità ancora da cogliere in questo settore, qui nel nostro Paese come nel resto del mondo. Ci sono tutti, dai produttori di telefoni (Apple, Huawei, Samsung, Xiao- mi) ai fornitori di sistemi operativi (Android e Microsoft), dai circuiti di carte di credito fino agli operatori telefonici, alle grandi utility e alle fintech. In prima fila ovviamente le banche, che stanno lottando per non perdere il presidio dei loro clienti e per vincere questa importante sfida stanno stringendo importanti collaborazioni strategiche e tecnologiche, come ha fatto Unicredit proprio con il colosso di Cupertino, o stanno elaborando nuovi modelli di business che consentano di soddisfare un utente ormai abituato alla facilità di acquisto e alla cura della relazione che offrono over-the-top quali Amazon e Google.

Per essere protagonista anche nel nuovo corso dell’economia mondiale, quello basato sulla dematerializzazione e sulle tecnologie digitali, l’Italia deve però compiere uno sforzo in più, recuperando il ritardo accumulato rispetto agli altri Paesi più evoluti. La scarsa diffusione dei pagamenti digitali registrata negli anni passati è uno dei fattori che ha maggiormente frenato il nostro sviluppo attuale, ipotecando forse anche il nostro futuro. Qualcosa si sta muovendo, ad esempio nel campo della pubblica amministrazione con PagoPA, ma occorre fare di più. Servono investimenti in innovazione, infrastrutture tecnologiche avanzate e una nuova consapevolezza da parte di tutti, istituzioni, banche, imprese, player tecnologici e cittadini, della necessità di puntare sul digitale. A partire dai pagamenti.

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